
Aprilo, mi diceva. Prescelto. Tu puoi. Aprilo. Leggilo per me.
Mi parlava di cambiamento, di rivoluzione, di un re che non era tale e che la storia avrebbe inghiottito. Mi parlava di lei, della sua anima vagante, della sua disperazione, del suo viaggio senza ritorno. Lei che era me e io che non potevo essere lei. Cercava i suoi occhi in me.
Non capivo perché il suo sguardo non mi apparisse freddo. Perché la sua mano sulla mia fosse gentile. Perché lei dentro di me sussurrasse il suo nome. Ma io non ero lei. E, con lei, ho detto no.