
Tris di Dame
Ha paura dell'abbandono del re, della collera della regina e dell'avidità della corte di approfittatori che la circonda da tredici anni. Le chiacchiere dei cortigiani e gli intrighi delle sue concorrenti la spaventano. Era sottile, delicata e luminosa come un raggio di luna, ma stare troppo vicina al Sole l'ha prosciugata: della leggiadra amazzone che incantava il sovrano galoppando a briglia sciolta, non resta ormai che il fantasma. Louise La Vallière è una donna magra e pallida, prematuramente invecchiata tra le cattiverie di Versailles e l'indifferenza del suo amante. Vive nel perpetuo timore, per questo invidia ad Angelica il coraggio.
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Non soltanto Madame de Montespan è altrettanto bella, ugualmente nobile e molto più spiritosa della marchesa del Plessis-Bellière, ma anche incomparabilmente più furba. Potrebbe invidiare alla rivale il suo denaro, ma sa che la protezione del re varrà più di qualsiasi patrimonio e non c'è ostacolo che Athénaïs non possa superare o mezzo che non sia disposta a impiegare per raggiungere il suo scopo. Quando l'indovina predisse ad entrambe che sarebbero state amate dal re, non specificò se avrebbero ricambiato quel sentimento: non c'è posto, a corte, per questi dettagli, ma Angelica non sembra pensarla così. Athénaïs le invidia l'onestà.
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Delle due diverse fedi in cui è cresciuta, Françoise d'Aubigné vedova Scarron ha compreso solo la severità e la rinuncia all'allegria. Adornando la sua bruna bellezza con l'essere povera e virtuosa, si è resa indispensabile al sovrano e alla sua amante. Mentre culla i figli di un'altra e le risuona nelle orecchie l'improbabile vaticinio "il re ti sposerà", la futura madame de Maintenon sorride dentro di sé. Non invidia alla sua vecchia amica Angelica di Sancé un'esistenza colma di passioni, di grandi gioie e di immensi dolori: vorrebbe soltanto sapere ridere come lei, di cuore e senza ombra di pentimento.